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Addio a Valentino, l'ultimo dei grandi couturier italiani

E' venuto a mancare nella sua residenza romana il grande couturier Valentino Garavani, fondatore della maison Valentino e figura centrale della storia dell’alta moda italiana e internazionale. Lo stilista si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari, come comunicato dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La camera ardente è allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11.00 alle 18.00. I funerali si svolgeranno venerdì 23 gennaio, alle ore 11.00, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica a Roma.

Con la scomparsa di Valentino Garavani si chiude una delle stagioni più alte dell’eleganza italiana del Novecento che è arrivata ai giorni nostri, va detto, grazie anche all'impegno della Fondazione a mantenere vivo il segno del maestro. Fondatore di una maison che ha attraversato oltre sessant’anni di storia, Valentino ha costruito un linguaggio stilistico riconoscibile e universale, capace di coniugare eleganza, rigore, sensualità, influenzando generazioni di designer e ridefinendo l’immaginario del lusso nel mondo.

Numerosi e trasversali i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo delle istituzioni, della moda, della cultura e dell’impresa. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso "cordoglio e vicinanza ai familiari e ai collaboratori", ricordando Valentino come «uno stilista capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni, lasciando al mondo della moda intuizioni e creazioni di straordinaria eleganza». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di "un maestro indiscusso di stile ed eleganza, simbolo eterno dell’alta moda italiana", sottolineando come "l’Italia perda una leggenda, la cui eredità continuerà a ispirare generazioni".

Dal mondo dell’industria del lusso è arrivato il messaggio di Luca de Meo, amministratore delegato di Kering: "È con profonda commozione che apprendo della scomparsa di Valentino Garavani. Creatore eccezionale e figura di primo piano dell’alta moda italiana, ha incarnato un senso dello stile che ha profondamente segnato il nostro immaginario collettivo. Valentino ha saputo trasformare l’eleganza in un linguaggio universale, unendo tradizione e audacia con una rara precisione. La sua eredità rimane una delle espressioni più forti della cultura italiana. Il mio pensiero va alla sua famiglia, ai suoi cari e, in modo particolare, a Giancarlo Giammetti. Il suo spirito continuerà a vivere attraverso la Maison che porta il suo nome".

Parole di affetto e riconoscenza sono arrivate anche Donatella Versace che ha ricordato Valentino come «un vero maestro, che sarà ricordato per sempre per la sua arte», rivolgendo un pensiero particolare a Giancarlo Giammetti, "compagno di un percorso umano e professionale unico". L’attrice Sophia Loren ha parlato di "un’anima gentile e di un amico", sottolineando come «la sua arte e la sua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione". Messaggi di cordoglio sono giunti anche da numerose personalità internazionali del cinema e della moda, tra cui Cindy Crawford, che ha ricordato "il privilegio di aver lavorato con un vero maestro", e Sarah Jessica Parker, che ha definito Valentino "l’incarnazione stessa dell’eleganza".

Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, lo ricorda come "creatore di bellezza ed eleganza senza tempo. La sua moda ha attraversato epoche, culture, generazioni e linguaggi, ispirando sogni, visioni e un profondo senso di eccellenza. Le sue creazioni - afferma - sono diventate simboli di stile e glamour, indossate dai protagonisti della storia e da figure centrali della vita culturale internazionale. La sua estetica, coerente e rigorosa, non ha mai inseguito le tendenze, ma ha saputo unire memoria artigianale e modernità, contribuendo in modo decisivo al riconoscimento della moda italiana nel mondo. Attraverso il suo percorso ha elevato l’alta moda a patrimonio culturale del nostro Paese, lasciando un’eredità profonda per l’intero sistema".

Con la sua scomparsa, il mondo perde non solo uno stilista, ma un interprete profondo della cultura italiana, capace di trasformare la moda in linguaggio simbolico, identitario e senza tempo. Un’eredità che continuerà a vivere nelle sue creazioni e nella maison che porta il suo nome.

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