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Lvmh perfeziona acquisizione Tiffany, Ledru nuovo amministratore delegato

E intanto la maison acquista una diamante da 80 carati per farne una riedizione della collana presentata nel 1939

Lvmh ha completato l'acquisizione di Tiffany & Co per 15,8 miliardi di dollari e nominato il board che vede Anthony Ledru nuovo amministratore delegato, con effetto immediato. "Sono lieto di dare il benvenuto a Tiffany e a tutti i suoi dipendenti" ha detto il numero uno di Lvmh, Bernard Arnault. "Tiffany è un marchio iconico e un emblema della gioelleria mondiale. Ci impegniamo a sostenerlo con la stessa passione che abbiamo dedicato a ciascuna delle nostre maison nel corso degli anni. Siamo fiduciosi sulla capacità di Tiffany di imprimere una accelerazone nella sua crescita, innovare e restare in prima linea. Ringrazio Alessandro Bogliolo e il suo team per la dedizione che hanno dimostratoi al brand e per il lavoro che hanno svolto negli ultimi tre anni, soprattutto in questo ultimo periodo difficile". Ai vertici di Tiffany è stato nominato Anthony Ledru, nuovo amministratore delegato con effetto immediato; Il secondogenito Alexandre Arnault, precedentemente ad di Rimowa, diventa vicepresidente esecutivo product and communications, anch'egli con effetto immediato. E ancora, Michael Burke, presidente e amministratore delegato di Louis Vuitton, sarà presidente di Tiffany. Bogliolo, attuale ad di Tiffany, ha accettato di restare in azienda per facilitare la transizione fino al 22 gennaio, quando lascerà il gruppo. Reed Krakoff, direttore artistico, e Daniella Vitale, vicepresidente esecutivo e Chief Brand Officer lasceranno Tiffany.

"Sono felice di tornare a far parte di Tiffany" ha detto Ledru, che ha lavorato anche in Cartier e Harry Winston, assicurando la sua "fiducia" in Lvmh nel prendersi cura del futuro del brand e nella capacità del colosso francese del lusso di proteggere e guidare la strategia del marchio. Tiffany, ha evidenziato, ha un potenziale "senza limiti" e "non vedo l'ora di scrivere un nuovo capitolo insieme ai suoi 14mila dipendenti nel mondo". Bogliolo, da parte sua, si è detto "onorato di aver guidato Tiffany come public company e di aver contribuito insieme a un team talentuoso a far crescere il marchio. Grazie al duro lavoro e all'impegno di tutti i nostri membri del team, Tiffany è in una posizione ideale per continuare la sua crescita".

Intanto la maison americana ha annunciato i risultati preliminari del periodo compreso tra il primo di novembre e 31 dicembre del 2020 che mostrano un incremento delle vendite del 2% rispetto allo stesso petiodfo dello scorso anno, un record rispetto a qualsiasi altro periodo di festività. "Nel mezzo di una pandemia mondiale e dei suoi impatti , questi risultati, che seguono un forte terzo trimestre, riflettono il successo delle nostre strategie di vendita pluriennali che vedono convergere la Cina continentale (più del 50% di aumento rispetto all'anno precedente), l'e-Commerce (più dell'80% di aumento rispetto all'anno precedente), l'aumento dei prezzi medi al dettaglio e l'accelerazione delle innovazioni di prodotto. Durante questo periodo, abbiamo visto il mercato cinese continuare a guidare la nostra crescita complessiva delle vendite, mentre alcuni altri mercati dell'Asia Pacifico hanno sostenuto l'aumento di circa il 20% per la regione. Siamo stati inoltre lieti di vedere che il positivo slancio delle vendite del terzo trimestre è proseguito anche nel periodo festivo per le Americhe e il Giappone, con un aumento del Giappone di circa l'8% rispetto all'anno precedente".

Tiffany ha anche recentemente acquisito un diamante da 80 carati, che utilizzerà per rieditare una collana d'archivio del 1939. Sarà il gioiello più costoso mai realizzato per Tiffany e protagonista della riapertura dell'iconico flagship store sulla Fifth Avenue a New York, nel 2022. "La collana - promette la maison - farà nuovamente storia, come quando debuttò all'esposizione universale nel Queens, a New York". La pietra centrale, un diamante ovale di oltre 80 carati, colore D, non solo è molto raro, ma è anche un simbolo del primo approccio di Tiffany alla tracciabilità dei diamanti. Proviene dal Botswana, in Africa, e sarà incastonato da artigiani Tiffany a New York City.

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