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Faro di Brucoli, un piccolo incanto tra l'Etna e il mare

Ristrutturato da Azzurra Capital è diventato un resort a 5 stelle

Un passato nella finanza, un presente in Prelios, ma soprattutto un amore incondizionato per la Sicilia e un sogno nel cassetto. Che si è realizzato. Luigi Aiello - Chief Corporate & Business Development di Prelios, ha, insieme a Paolo Buono, socio e soprattutto amico, ristrutturato e valorizzato un faro in uno dei borghi più incantati tra l'Etna e il mare, Brucoli, che è diventato una 'singolare luxurylighthouse', un resort a cinque stelle monofamiliare, con accesso diretto al mare dal quale, del resto, è circondato. Quello con il borgo è stato "un incontro quasi casuale: con un amico siciliano ci siamo trovati a frequentare Brucoli e in particolare un bellissimo e noto ristorante (I Rizzari) da dove potevamo vedere il faro, distrutto e in una posizione incantevole. Si dice che l'Etna sia visibile da qualunque punto della Sicilia, ma lì sembra proprio di poterlo toccare con la mano. Lo scenario è mozzafiato".

 Per ragioni di lavoro, Aiello ha spesso a che fare con il demanio e i relativi bandi: uno di questi conteneva proprio la valorizzazione del faro di Brucoli. "Ho immediatamente chiamato il mio amico Paolo e insieme alle nostre compagne abbiamo deciso di partecipare alla gara, ben sapendo che uno spazio piccolo, di nicchia, non avrebbe stimolato l'interesse di grandi investitori internazionali". Nasce Azzurra Capital che partecipa al bando e presenta il progetto che risulta vincitore. L'intervento sulla struttura è particolarmente sfidante, un vero e proprio recupero dell'esistente nel rispetto del luogo e del passato. Dopo due anni e mezzo di lavori, affidati all'architetto Giuseppe di Vita, il faro di Brucoli è stato restituito a nuova vita. "Abbiamo avuto grande supporto da parte del demanio e della Regione Sicilia" tiene a sottolineare Aiello: "è stato un progetto molto lungo e dispendioso in termini di tempo e commitment ".

Ingaggiate per gli interni anche tante firme del design italiano, "tra quante nutrono una grande passione per la Sicilia, e abbiamo scoperto essere tante" dice Aiello. Oggi il Faro di Brucoli, porta di ingresso della Val di Noto, "sta riscuotendo grande successo", nonostante tutto: certamente la contingenza non ha aiutato. Le conseguenze della pandemia sugli spostamenti e sulle stesse vacanze obbligano i turisti ad un atteggiamento attendista. "Alcune prenotazioni sono state cancellate, altre sono in stand by, ma va detto che la lista d'attesa è lunghissima" confessa Aiello. Per altro, la 'stagione estiva' in Sicilia è ben diversa da quella tradizionale. Va da maggio a ottobre e dunque le possibilità di un recupero sono tutt'altro che remote. "L'impatto in estate sarà importante per tutte le asset class immobiliari e non solo in Italia, ma la Sicilia ha una stagionalità molto lunga e se il coronavirus dovesse dare segnali di miglioramento e non ci saranno particolari altre situazioni di allarme nell'arco dei prossimi mesi, si tornerà alla normalità" confida Aiello.

La struttura ospita un’ampia zona living con soggiorno e una cucina "dove organizziamo anche cene con chef locali molto conosciuti; tre camere da letto, tre sale da bagno, un bagno turco e una vasca idromassaggio vista Etna. Inoltre, uno studio "separato dal resto del faro, perfetto per la privacy". Tutt'intorno, oltre al mare, la natura tipica siciliana, tra piante grasse e quelle di capperi del quattrocentesco castello aragonese che si trova proprio a ridosso del faro. E poi il porticciolo turistico con i negozietti dei pescatori. Insomma, la quintessenza dell'immaginario siciliano è tutta concentrata qui. E non è finita, perché al faro si è aggiunto un nuovo obiettivo: “riteniamo che sia necessario valorizzare l’intero Borgo e in particolare la vecchia capitaneria e il castello adiacente il Faro e realizzare nel castello una sorta di spazio aperto per l’organizzazione di eventi legati all’arte e alla cultura. E’ solo un progetto non c’e’ nulla di concreto ancora, un sogno ma sognare e’ fondamentale e io sono un sognatore". In particolare, la capitaneria potrebbe essere ristrutturata, in parte restituita alla sua funzione e in parte dedicata ai turisti che si troverebbero a poter affittare le camere adiacenti a quelle dei marinai.

La fiducia nella ripartenza è tanta, ma anche la consapevolezza che in una tale emergenza si sarebbe potuto "fare di più". "Gli aiuti del Governo al turismo non sono sufficienti per sostenere il settore, ma sono certo che qualcosa in più verrà fatto. Ritengo che l'Italia debba ripartire da qui, dalla moda, dal design e dal turismo. Non ci sono alternative. Sono però troppo poche le strutture che sono in linea con le aspettative, soprattutto nel Mezzogiorno, dove invece i margini di crescita sono enormi". Intanto Aiello è partito da un faro, un piccolo incanto nel cuore del Sud.

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