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INTERVISTA/ Italcer punta a chiudere l'anno superando i 300 milioni di euro. Intanto fa i conti con la tempesta in atto

Verdi: "abbiamo giocato d'anticipo, cercando nuove fonti e mercati di approvvigionamento"

Italcer Group, che ha in portafoglio Devon&Devon, La Fabbrica, Elios Ceramica, Ava, Ceramica Rondine, Bottega, Equipe, fondato nel 2017 da Alberto Forchielli con il fondo di private equity Mandarin Capital Partners II e Graziano Verdi, chiude il 2021 con un giro d’affari in aumento del 30% a 260 milioni di euro e punta a superare i 300 nel 2023. Deve fare i conti, quale realtà energivora, ma in buona compagnia con tutto il comparto produttivo con tutti i temi all’ordine del giorno, dal caro energia, al costo delle materie prime, alla difficoltà nei trasporti, all'inflazione mai così alta dal 1985. Una tempesta perfetta, in uno scenario geopolitico di non semplicissima interpretazione, per usare un eufemismo, nel quale tuttavia il gruppo guidato da Verdi ha saputo giocare d’anticipo su alcuni temi. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato.

Come ha chiuso Italcer lo scorso anno e come sta andando il primo semestre del 2022?

“Nel 2021 siamo riusciti a passare dai 200 ad oltre 260 milioni di fatturato. Quindi l’incremento è stato del 30 %. In generale, posso dire che siamo cresciuti molto forte nel 2021 e siamo partiti particolarmente bene nel 2022, con una forte spinta che dovrebbe portarci a superare il target dil piano che è vicino ai 280 milioni. Supereremo i 300 milioni di euro, perché nei primi sei mesi abbiamo già fatto 176 milioni di ricavi: un risultato ancora una volta molto significativo”.

Insiste su tutto, però, un importante tema di costi.

“I costi rappresentano certamente uno dei problemi. Noi abbiamo cercato di gestirli sugli stabilimenti industriali, con coperture sul gas da un lato, che hanno riguardato diversi stabilimenti, ma non quello della lavorazione di materie prime. Lì abbiamo avuto un aggravio di costi importante. D’altra parte il gas è passato dai 20 centesimi al metro cubo ad oltre 2 euro, 10 volte il costo del primo semestre dello scorso anno. Noi abbiamo fatto quello che dovrebbe fare ogni azienda e quindi riallineare costi e ricavi, abbiamo quindi fatto diversi aumenti di listino progressivi che hanno fatto sì che abbiamo aumentato i prezzi di oltre il 27% sul 2021”.

Con che reazione?

“La reazione è stata ovviamente sul fatturato aumentando anche i metri quadri di vendita. La ceramica negli ultimi 10 anni aveva attraversato una fase deflattiva, dal momento che le innovazioni tecnologiche avevano prodotto una diminuzione dei costi, mentre, ad esempio, nel mondo delle costruzioni i costi erano cresciuti progressivamente. La ceramica invece, a parità di formato, era scesa. Il prezzo medio è cresciuto ma solo grazie al mix dei formati e alle innovazioni tecnologiche. Ora siamo tornati di colpo indietro di 10 anni”.

Altro tema, i trasporti

“L’altro aspetto importante sono stati i trasporti delle materie prime, che arrivavano per una fetta importante dall’Ucraina. Quando abbiamo visto a fine settembre 2021 che le truppe russe iniziavano a schierarsi vicino all’Ucraina, abbiamo preso la decisione di cercare altre fonti di approvvigionamento, anche molto più vicine a noi. E’ stato un passaggio difficile, ma avevamo fatto i compiti già a settembre dello scorso anno e quando è arrivato questo problema, che ha colto un po’ di sorpresa tutti, eravamo preparati e, dunque, non abbiamo mai dovuto interrompere la produzione. Avevamo capito il rischio, nonostante il segnale fosse ancora debole. Ma i segnali, anche se deboli, vanno letti in anticipo. E io ho preso la decisione di andare su una strada diversa. Questo ci ha premiati e abbiamo anche garantito  la sicurezza dei nostri distributori perché non ci siamo mai fermati un solo giorno per il tema delle materie prime e del gas!”. 

Oggi chi sono i vostri fornitori?

“Abbiamo cambiato i Paesi di rifornimento, concentrandoci di più sulle argille della Turchia e poi molto di più anche sull’Italia. Abbiamo rivalorizzato l’argilla italiana, materiale che prima non veniva utilizzato, e messo a punto delle formule che ci consentono di utilizzarla con la medesima performance tecnologica”.

La minaccia sul gas è sempre presente da parte russa

“Anche qui abbiamo cercato di fare i compiti un po’ prima. Normalmente nel mese di agosto, come tutto il settore, ci si occupa della manutenzione, si chiudono le fabbriche. Noi abbiamo fatto un incontro con le parti sociali delle quali ho molto apprezzato l’attenzione. La conseguenza è che siamo andati avanti a produrre per tutto il mese di agosto. Questo è il modo con il quale cerchiamo di affrontare questo problema. E’ ovvio che se ci sarà la chiusura dei rubinetti che riforniscono il gas più avanti, ci fermeremo anche noi. Ma adesso intanto ci portiamo avanti. Innanzitutto perché abbiamo molti ordini da evadere, in secondo luogo perché riteniamo che sia più sicuro; terzo, per dare un maggiore servizio ai nostri distributori a livello internazionale. Abbiamo dunque preso la decisione di lavorare in agosto e prodotto un milione e mezzo di metri quadrati che altrimenti non avremmo prodotto. Abbiamo immagazinato, perché nel mese di agosto, chiudendo un po’ tutti, non si fanno i maggiori ricavi, ma avremo a disposizione un polmone, per dare un servizio al mercato”. 

Exit di MCP, c’è stato uno sviluppo in questo senso?

“A gennaio si erano aperte diverse opportunità per l’uscita del fondo, che da più di quattro anni ha in portafoglio Italcer. Chiaramente quando è scoppiata la guerra e anche considerando il fatto che l’azienda stava andando particolarmente bene, la decisione è stata quella di ritirare la proposta dal mercato, per evitare richieste di sconti impropri. Al momento dunque l’azienda non è sul mercato, anche perché siccome prevediamo quest’anno di raggiungere risultati molto più brillanti rispetto a quelli dello scorso anno, il fondo sicuramente aspetterà la chiusura di almeno questo esercizio. Anche perché risultati così importanti in un anno così difficile rappresentano un po’ la prova del nove’”.

Sostenibilità, a che punto siamo

“Siamo stati segnalati a ottobre del 2021 come una delle società più sostenibili del nostro Paese e dunque non solo nel campo ceramico. Abbiamo ricevuto il Sustainability Award, promosso dall’Università Cattolica e Credit Swisse. Poi abbiamo realizzato il nostro primo report di sostenibilità a maggio del 2022, nel quale abbiamo definito i sei pilastri che sono la governance, l’ambiente, le persone, il prodotto, la value chain, la società. A maggio del 2022 abbiamo, con Advance, ottenuto la certificazione MOCA: significa che i nostri materiali possono andare a contatto con il cibo. Inoltre, abbiamo appena ottenuto anche il brevetto per gli Usa, sempre per Advance, il che rappresenta un ulteriore riconoscimento come valenza anche strategica per la nostra azienda. Inoltre, il Codacons ci ha premiati nelle ultime settimane tra le 55 aziende italiane che si sono impegnate nella riduzione delle emissioni di Co2. Abbiamo inoltre introdotto un cogeneratore che ci ha permesso di praticamente azzerare il consumo di elettricità su un sito industriale. Questo è un aspetto importante perché l'elettricità in Italia per due terzi è prodotta dal gas. Stiamo realizzando su tre stabilimenti impianti fotovoltaici che supereranno i 3 megawatt. Poi lavoriamo sui processi, cercando di accorciare il ciclo di produzione. E anche sugli spessori, realizzando manufatti che hanno le medesime caratteristiche tecniche con spessori più sottili e dunque una riduzione sostanziale di materie prime ed energia, mantenendo le stesse caratteristiche tecniche ed estetiche ai nostri pavimenti e rivestimenti. “

Qualche nuova operazione sul tavolo per allargare ulteriormente il perimetro e creare sinergie tra i brand?

“Abbiamo fatto un’offerta a un produttore leader di grandi lastre così da avere tutti i formati all’interno dei nostri siti produttivi e, se l’acquisizione andrà in porto, avverrà nel prossimo mese di settembre e porterà il gruppo vicino ai 400 milioni di ricavi.”

Photo credit: Radio 5.9 - Foto Francesca Martinelli

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