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Nuova mossa di Lvmh nell'editoria, non solo lusso ma soft power

Mentre molti editori dismettono testate, riducono redazioni o cedono asset storici per far fronte alla crisi strutturale dell’informazione, Lvmh compie una mossa controcorrente.
La recente acquisizione del 100% di Les Éditions Croque Futur, perfezionata il 30 dicembre 2025, non rappresenta un semplice investimento finanziario, ma l’ennesimo tassello di una strategia di lungo periodo che vede il gruppo guidato da Bernard Arnault sempre più attivo nel presidio dell’informazione di qualità, della cultura e del dibattito pubblico, come rilevato da diverse analisi di Financial Times e Le Monde sul ruolo dei grandi conglomerati industriali nel settore dei media.e di Lvmh nel settore editoriale rappresenta l’ennesimo tassello di una strategia di lungo periodo che vede il gruppo guidato da Bernard Arnault sempre più attivo nel presidio dell’informazione. Con l’acquisizione del 100% di Les Éditions Croque Futur, perfezionata il 30 dicembre 2025, Lvmh porta all’interno della holding di investimento Ufipar tre testate storiche del panorama francese: Challenges, Sciences & Avenir e La Recherche. Tre marchi diversi, ma accomunati da un posizionamento alto: economia, scienza, ricerca, divulgazione rigorosa, ma contenuti che formano élite culturali, decisori, professionisti.  

La logica dell'operazione non è evidentemente il puro rendimento finanziario. Piuttosto la volontà di garantire sostenibilità industriale e sviluppo digitale a testate che, pur autorevoli, si muovono in un mercato strutturalmente fragile. L’obiettivo è accelerarne la distribuzione, rafforzarne i modelli digitali e assicurare continuità nel lungo periodo.  

Negli ultimi anni il gruppo ha progressivamente costruito un ecosistema editoriale e informativo che affianca il core business del lusso. Tra le operazioni più rilevanti: il controllo de Les EchosLe Parisien, polo centrale dell’informazione economica e generalista francese; il rafforzamento di Radio Classique, presidio dell’informazione culturale e musicale;  l’ingresso in Paris Match, storico settimanale francese, completato dopo una lunga partita societaria con Lagardère.  A queste si aggiungono investimenti indiretti, partnership, e un presidio crescente della produzione di contenuti, storytelling e piattaforme culturali. 

E' chiaro che per Lvmh l'informazione rappresenta non solamente uno strumento reputazionale, ma una vera infrastruttura di potere soft. Controllare – o sostenere – media autorevoli significa incidere sul modo in cui si costruiscono narrazioni su economia, innovazione, scienza, società. Significa dialogare con classi dirigenti, università, centri di ricerca, policy maker. In questo senso, l’acquisizione di Les Éditions Croque Futur è particolarmente significativa: non riguarda moda o lifestyle, ma conoscenza scientifica e analisi economica, due ambiti centrali nella trasformazione contemporanea. 

LVMH ha scelto una governance che garantisce continuità. Maurice Szafran, storico consigliere del fondatore Claude Perdriel, è stato nominato presidente della casa editrice e direttore editoriale delle tre testate. Una scelta che segnala la volontà di non imporre un controllo editoriale diretto, ma di accompagnare lo sviluppo rispettando l’identità delle redazioni.  È una cifra ricorrente nelle operazioni del gruppo: presenza forte sul piano industriale, discrezione su quello editoriale.  

Il lusso non è solo prodotto, ma sistema culturale. Il colosso francese sta costruendo, passo dopo passo, una architettura culturale integrata, in cui l’informazione di qualità è una leva strategica al pari dei marchi, delle manifatture e delle fondazioni artistiche. Un modello che guarda lontano. E che, nel panorama europeo, resta largamente senza equivalenti. 

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