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Pil +10% in III trim., ma agosto drammatico per i servizi (-23,3%)

"Rimbalzo non salverà molte imprese del terziario dalla chiusura"

Pur con molte disomogeneità, migliora la produzione in Italia, mentre, sul fronte dei consumi, l'atteggiamento è ambivalente tra il desiderio di ritorno alla normalità e la paura per una nuova emergenza sanitaria. Alcune funzioni di consumo tornano positive, ma per taluni settori la situazione resta drammatica, in particolare i servizi, che cedono in media il 23,3%, con i servizi ricreativi -61,6%, gli alberghi -35% e i pubblici esercizi -26%. Secondo quanto diffuso oggi da Confcommercio, a luglio la produzione industriale italiana ha evidenziato una crescita congiunturale del 7,4%, al netto dei fattori stagionali, con una flessione del 7,6% su base annua. Gli occupati di luglio hanno andamenti congiunturali e tendenziali opposti, rispettivamente +0,4% rispetto al mese precedente e -2,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il sentiment delle imprese del commercio al dettaglio è cresciuto nel mese di agosto di 8,4 punti percentuali rispetto al mese precedente, a fronte di una riduzione tendenziale del 14,2%. Considerando il progressivo ritorno alla normalità delle attività economiche, si stima per il mese di settembre una crescita congiunturale del Pil, al netto dei fattori stagionali, del 2,6% dato che porterebbe ad una decrescita del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2019. Dopo una riduzione del Pil nel secondo trimestre del 12,8% congiunturale (-17,7% il tendenziale), nel terzo trimestre il Pil è stimato in crescita del 10% rispetto all’ultimo quarto, con una riduzione del 9,5% nel confronto annuo.

Ad agosto, dopo la parziale battuta d’arresto di luglio, è proseguita, sia pure in modo disomogeneo, la fase di progressivo recupero della domanda. L’indicatore dei consumi registra, nel confronto annuo, un calo dell’8,7%. Se per i beni ci si avvia al ritorno sui valori dello scorso anno (-0,5%), per i servizi la situazione risulta più complessa (-23,3%). Nel confronto tra agosto 2020 e lo stesso mese del 2019, si comincia ad intravedere per alcuni segmenti, concentrati prevalentemente tra i beni, il ritorno della domanda in territorio positivo. La ripresa registrata nell’ultimo periodo non è peraltro adeguata a compensare la caduta di domanda osservata durante il lockdown. Va anche sottolineato come il confronto su base annua sia stato, in alcuni casi, condizionato da fattori eccezionali quali la differente tempistica dello svolgimento dei tradizionali saldi. Per quanto riguarda le autovetture, l’incremento a due cifre riflette, oltre alla preferenza delle famiglie verso forme di mobilità individuale, il massiccio ricorso agli incentivi. Non va trascurato anche il fatto che agosto è storicamente, in coincidenza con le ferie estive, il mese con il più basso numero d’immatricolazioni, situazione che quest’anno, viste le particolari condizioni, si è modificata.

Più lento e difficile risulta il recupero sul versante della domanda per i servizi (-23,3% nel confronto annuo). In particolare per i segmenti legati direttamente ed indirettamente al turismo (trasporto aereo, musei, ecc.). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di settembre 2020 si stima una riduzione dello 0,2% in termini congiunturali e dello 0,1% nel confronto con lo stesso mese del 2019.

Commentando i dati il presidente di Confocmmercio Carlo Sangalli ha evidenziato che "per il terzo trimestre ci attendiamo un forte rimbalzo statistico ma non ancora sufficiente per recuperare le perdite provocate dalla crisi Covid. Nel 2020, infatti, si prevede una caduta del Pil di oltre 9 punti percentuali. Per rafforzare la crescita è necessario utilizzare tutte le risorse europee e superare i problemi strutturali del Paese senza dimenticare che la riforma fiscale, mai avviata, rimane una priorità”.

 

 

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