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Fed, tassi invariati e tutti gli stimoli di politica monetaria in campo

Futuro "dipenderà in modo significativo dal decorso del virus"

Il Fomc, braccio operativo della Federal Reserve, ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse all'interno della forchetta compresa tra lo 0 e lo 0,25% e prevede di mantenere questo range "fino a quando non ci sarà fiducia che l'economia sia riuscita a resistere agli eventi recenti e sia sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi di massima occupazione e di stabilità dei prezzi". A pesare "fortemente" sull'attività economica, la crisi sanitaria, che avrà impatto "sull'occupazione e sull'inflazione a breve termine" oltre a porre "notevoli rischi per le prospettive economiche a medio termine. Inoltre, per sostenere il flusso di credito alle famiglie e alle imprese, nei prossimi mesi la Federal Reserve aumenterà le proprie disponibilità di titoli del Tesoro e di titoli garantiti da ipoteche residenziali e commerciali "almeno al ritmo attuale" per sostenere il regolare funzionamento del mercato.

La Federal Reserve "si impegna a utilizzare tutta la sua gamma di strumenti per sostenere l'economia statunitense in questo difficile momento, promuovendo così i suoi obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi", annuncia la banca centrale al termine della due giorni. "L'epidemia di coronavirus sta causando enormi difficoltà umane ed economiche in tutti gli Stati Uniti e nel mondo" sottolinea, evidenziando che "l'attività economica e l'occupazione hanno registrato una certa ripresa negli ultimi mesi, ma rimangono ben al di sotto dei livelli di inizio anno. La domanda più debole e i prezzi del petrolio notevolmente più bassi tengono sotto controllo l'inflazione. Le condizioni finanziarie complessive sono migliorate negli ultimi mesi, in parte grazie alle misure politiche di sostegno all'economia e al flusso di credito alle famiglie e alle imprese statunitensi". Ora il futuro "dipenderà in modo significativo dal decorso del virus".

La Fed ha anche annunciato la volontà di estendere gli accordi relativi alle swap lines a tutte le nove banche centrali annunciati il 19 marzo scorso. Queste swap lines consentono di fornire liquidità in dollari Usa per importi fino a 60 miliardi ciascuna per la Reserve Bank of Australia, il Banco Central do Brasil, la Bank of Korea, il Banco de Mexico, l'Autorità Monetaria di Singapore e la Sveriges Riksbank (Svezia). Per importi fino a 30 miliardi di dollari ciascuna per la Danmarks Nationalbank (Danimarca), la Norges Bank (Norvegia) e la Reserve Bank of New Zealand.

(Photo credit: German Altan, Pixabay)

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