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Ocse rivede al rialzo la crescita dell'Italia, Pil +6,3% nel 2021

Cormann, "affrontare squilibri e gestire crisi sanitaria attraverso migliore coordinamento internazionale, programmi di vaccinazione in tutto il mondo

La ripresa globale continua, ma il suo slancio si è attenuato e sta diventando sempre più squilibrato, secondo l'ultimo Economic Outlook dell'Ocse che  rivede al rialzo le stime di crescita globale con un Pil che quest'anno dovrebbe aumentare del 5,6% e del 4,5% nel 2022, prima di assestarsi al 3,2% nel 2023, vicino ai tassi visti prima della pandemia.

Per quanto riguarda l'Italia il Pil è visto aumentare del 6,3% nel 2021, del 4,6% el 2022 e del 2,6% nel 2023. L'organizzazione evidenzia però che "la forte ripresa dell'attività vista all'inizio di quest'anno sta perdendo slancio in molte economie avanzate. L'impennata della domanda e l'incapacità dell'offerta di tenere il passo hanno generato colli di bottiglia nelle catene di produzione. Le carenze di manodopera, le chiusure dovute alle pandemie, l'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime e la scarsità di alcuni materiali chiave stanno frenando la crescita e aggiungendo pressioni sui costi. L'inflazione è aumentata significativamente in alcune regioni, all'inizio di questa fase di ripresa. 

In particolare, le pressioni inflazionistiche si stanno dimostrando "più forti e persistenti di quanto previsto qualche mese fa", osserva Ocse, che prevede che l'inflazione dei prezzi al consumo inizierà a diminuire nel 2022. L'Outlook sottolinea anche il rischio che continue interruzioni dell'offerta, forse associate a ulteriori ondate di infezioni da COVID-19, possano comportare una pressione inflazionistica più lunga e più elevata. Altro tema l'emergere della variante Omicron negli ultimi giorni che rischia di comportare un peggioramento della situazione sanitaria, con conseguenti ulteriori restrizioni che comprometterebbero la ripresa. L'Outlook dice che "garantire un migliore accesso ai vaccini per tutti deve essere una priorità politica urgente. Un lancio di vaccini più veloce e meglio coordinato a livello mondiale non solo è essenziale per salvare vite umane e prevenire l'emergere di nuove varianti, ma aiuterebbe anche ad affrontare alcuni dei colli di bottiglia che minano la forza della ripresa, permettendo a fabbriche, porti e frontiere di riaprire completamente".

Ocse lancia anche l'allarme Cina, nel senso che "un potenziale forte rallentamento, qualora l'attività nel mercato immobiliare diminuisse bruscamente"  (riferimento a Evergrande), "si diffonderebbe rapidamente in altri paesi, in particolare se generasse incertezza nei mercati finanziari globali e si aggiungesse alle attuali strozzature nell'offerta". "Il forte rimbalzo che abbiamo visto si sta ora attenuando e le strozzature dell'offerta, l'aumento dell'inflazione e il continuo impatto della pandemia stanno offuscando l'orizzonte. I rischi e le incertezze sono grandi - come si sta vedendo con l'emergere della variante Omicron - aggravando gli squilibri e minacciando la ripresa. Mantenere la ripresa forte e in carreggiata - ha commentato il segretario generale dell'Ocse Mathias Cormann - comporterà affrontare una serie di squilibri, ma soprattutto significherà gestire la crisi sanitaria attraverso un migliore coordinamento internazionale, migliorare i sistemi sanitari e intensificare massicciamente i programmi di vaccinazione in tutto il mondo". "I governi hanno agito rapidamente ed efficacemente durante il culmine della crisi per sostenere le persone e le imprese. Ma il lavoro non è finito. La mancanza di coordinamento globale sulla distribuzione dei vaccini sta mettendo tutti a rischio" chiosa il capo economista Laurence Boone: "è cruciale che si imparino le lezioni, che si investa nel futuro, rivedendo i sistemi sanitari, investendo nelle infrastrutture, aiutando i bambini a recuperare i mesi di scuola mancanti, e mettendo in atto strategie ambiziose per aiutare a formare le persone per i lavori necessari in un mondo che cambia". E aggiunge: "I governi devono ripensare a come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Devono spendere più saggiamente, per aumentare la crescita potenziale e accelerare la transizione verso l'energia pulita".

 

 

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