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Partenza in rosso in Europa, Milano giù con i finanziari

Il peggiore tirmestre dal 1987 per il Dow Jones americano quello che si è concluso ieri a Wall Street. Il DJIA ha terminato gli scambi con una flessione dell'1,84% (21.917 punti) e ha segnato un calo del 23,2% nel trimestre. L'S&P 500 ha perso l'1,6% (2.584 punti) e ha registrato un calo del 20% nel primo trimestre dell'anno, il più grande dagli ultimi tre mesi del 2008. Il Nasdaq ha ceduto lo 0,95% a 7700. Un mercato estremamente volatile, se si considera che soltanto il 23 marzo scorso il Dow Jones ha terminato le contrattazioni a 18.591,93 punti per poi recuperare del 37%. Sempre il 23 marzo lo S&P 500 ha chiuso a 2.237,40 per poi recuperare il 34%. E anche l'Asia viaggia in deciso calo questa mattina: il Nikkei 225, l'indice guida di Tokyo, ha perso il 4,5%. In Cina Shangai ha terminato con una flessione dello 0,57% a 2.734 punti, il Kospi di Seul ha ceduto il 3,94%. A Hong Kong l'Hang Seng viaggia con una flessione del 2,62% (mercato aperto) e il Sensex indiano perde al momento il 4,08%.

Il Vecchio Continente si muove in netto calo. Milano perde il 2%, Francoforte cede il 3,68%, Londra -4,05%, Parigi -4,2%, Amsterdam -3,27%, Madrid -2,61%, Zurigo -2,7%, Bruxelles -2,14%. 

Tra le blue chips milanesi pesanti i titoli del comparto finanziario: Unicredit perde il 3,93%, Intesa Sanpaolo -3,25%, Ubi -2,91%, Azimut -3%, Generali -2,46%. Vendite anche su Fca che cede il 3,35%. Controcorrente Pirelli sull'ingresso di Brembo entrata nel capitale della Bicocca (ha acquistato il 2,4%). Posiitva Atlantia. Nel comparto del lusso, Giglio cede il 4,27%, Geox .2%, ferragamo -1,82%, Tod's -1,64%, Aeffe -1,17% e Moncler -0,72%. 

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