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Pirelli presenta nuovo piano in due fasi. Tronchetti, "usciamo dalla crisi più forti di prima"

La Borsa penalizza il titolo che chiude in calo del 3,55%

Recupero entro il 2022 dei valori pre-Covid cogliendo le opportunità offerte dal rimbalzo di mercato nei prossimi 24 mesi e accelerazione della generazione di cassa rafforzando la leadership Pirelli nelle specialities High Value. Questi i target principali del piano strategigo 2021-2022/2025 di Pirelli presentato oggi dal vicepresidente esecutivo e Ceo Marco Tronchetti Provera, che assicura: "usciamo dalla crisi più forti di prima", mentre vede il recupero rapido anche grazie al fatto che Cina e Stati Uniti mostrano risultati che vanno "addiruttura oltre le nostre aspettative". Il Piano racchiude due fasi distinte a livello macroeconomico: il 2021-2022, caratterizzata da un significativo rimbalzo del Pil globale, legato alla campagna vaccinale. Quindi 2023-2025 una fase di stabilizzazione della crescita. In particolare, per il biennio 2021-2022, la società prevede una crescita del fatturato compresa tra gli 800 milioni di euro e 1 miliardo di euro, con ricavi di gruppo a fine 2022 compresi tra 5,1 e 5,3 miliardi di euro. La redditività è attesa in progressivo miglioramento, con un margine Ebit adjusted compreso tra >16% e circa 17% a fine 2022, "grazie all’efficacia delle leve interne: volumi, price/mix ed efficienze nette". Confermati i benefici derivanti dalla 'Fase 2' del piano di Competitività presentato a febbraio 2020, con efficienze nette nel biennio 2021-2022 attese complessivamente intorno ai 170 milioni di euro. Il flusso di cassa netto cumulato ante dividendi nel biennio 2021-2022 è atteso tra 700 e 800 milioni di euro, sostenuto principalmente dal miglioramento della performance operativa. A fine 2022 la Posizione Finanziaria Netta sarà compresa tra 2,75 e 2,65 miliardi di euro, pari a circa 2 volte l’Ebitda Adjusted (~3,3 miliardi di euro a fine 2020, pari a 3,7 volte l’Ebitda Adjusted).

Per il triennio 2023-2025 (seconda fase del piano), Pirelli prevede una crescita dei ricavi compresa tra 600 milioni e 900 milioni di euro, con un fatturato di gruppo compreso a fine 2025 tra 5,7 e 6.2 miliardi di euro, con un contributo più bilanciato tra crescita dei volumi e del price/mix. La redditività (margine Ebit adjusted) è attesa fra 19% e ~0% al 2025, supportato dalla crescita dei volumi, dal miglioramento del price/mix e dal contributo della 'Fase 3' del programma di Competitività, i cui benefici netti nel triennio sono complessivamente stimati tra 70 e 100 milioni di euro. Il flusso di cassa netto cumulato nel periodo 2023-2025 è compreso tra 1,7 e 1,9 miliardi di euro, sostenuto. A fine 2025 la Pfn sarà compresa tra 1,6 e 1,4 miliardi di euro, pari a circa 1 volta l’Ebitda Adjusted.

In base alle prospettive di generazione di cassa per il periodo 2020-2025, la politica dei dividendi approvata dal Consiglio di Amministrazione prevede un pay out di circa il 50% del risultato netto consolidato del 2021 e 2022, e un pay out del 40% circa dell’utile netto consolidato nel 2023 e 2024. Per supportare l’esecuzione del piano, anche rafforzando e valorizzando il management interno, in linea con quanto anticipato il 24 marzo 2021, il Cda odierno ha approvato la proposta da parte dell’Executive Vice Chairman e Ceo, Marco Tronchetti Provera, di invitare l’assemblea a nominare Giorgio Luca Bruno consigliere di amministrazione e, in conseguenza, di nominarlo a suo diretto riporto, Deputy-Ceo dal 15 giugno 2021. Il piano sarà sostenuto da investimenti concentrati sull’upgrade tecnologico, miglioramento della produttività e aumento della capacità nell’High Value. Coerentemente con il piano, sono previste due fasi. Nel 2021-2022 investimenti tra 710 e 730 milioni di euro, pari al 7-7,5% dei ricavi complessivi. Nel 2023-2025, gli investimenti cresceranno tra 1,2 e 1,3 miliardi, raggiungendo un picco del 9% delle vendite nel 2023, seguito dal 7,5% nel 2024 e il 6% nel 2025. In tale fase saranno destinati non solo a un costante upgrade tecnologico, ma anche all’aumento della capacità High Value (in particolare nei paesi a minori costi di produzione), in linea con il previsto aumento della domanda.

I target di sostenibilità prevedono a livello di materie prime, per selezionate linee di prodotto, prevedono entroil  2025: materiali rinnovabili > 40%; materiali riciclati > 3%; materiali derivazione fossile < 40%
Entro 2030 Pirelli utilizzera materiali rinnovabili in misura superiore al 60%; materiali riciclati > 7%; materiali derivazione fossile < 30%. Al 2025 la società punta a ridurre del 25% le emissioni assolute di CO2 rispetto al 2015 e a utilizzare il 100% di energia elettrica rinnovabile. Complessivamente, l’approccio ambientale di Pirelli consentirà al gruppo di raggiungere nel 2030 la carbon neutrality sia per energia elettrica che termica. Le efficienze nell’utilizzo delle risorse ambientali al 2025 prevedono, inoltre la riduzione del 10% del consumo specifico di energia rispetto al 2019; la  riduzione del 43% di prelievo specifico di acqua rispetto al 2015; il 98% dei rifiuti avviati a recupero (Vision Zero Waste to Landfill). In linea con la Single Use Plastic Free Policy adottata nel 2019, entro il 2021 Pirelli eliminerà la plastica mono-uso in tutti gli uffici e gli stabilimenti nel mondo. Nell’ambito dell’economia circolare, Pirelli lavorerà, inoltre, allo sviluppo di processi innovativi che assicurino l’alto livello di qualità necessaria per i propri pneumatici nell’utilizzo di materia prima secondaria derivante da pneumatici a fine vita. Per accelerare la transizione verso la mobilità del futuro, Pirelli punta anche alla sensorizzazione dei pneumatici, che, attraverso il Cyber Tyre, può consentire il dialogo e lo scambio di dati tra pneumatico, veicolo, driver e infrastrutture.

Il Cda di Pirelli ha approvato anche gli obiettivi del Nuovo Piano di incentivazione triennale monetario 2021-2023 per il management del gruppo Pirelli, correlato agli obiettivi del Piano Strategico 2021-2023|2025. Il Nuovo Piano LTI, così come il precedente, è in linea con le prassi in materia di retribuzione variabile adottate a livello internazionale ed è basato anche sull’andamento del titolo Pirelli. Esso prevede i seguenti obiettivi: Total Shareholder Return (Tsr) relativo, con peso a target del 40% del premio LTI confrontato rispetto ad un panel di selezionati peers Tier 1. Quindi Net Cash Flow di gruppo (ante dividendi), con peso a target del 40% del premio LTI. Infine, posizionamento di Pirelli in selezionati indicatori di sostenibilità a livello globale, con peso a target del 20% del premio LT. La data di eventuale prima erogazione avverrà nel primo semestre del 2024 (se raggiunti i risultati 2021-2023). Partecipano, oltre a Tronchetti Provera e Luca Bruno (una volta nominato), il direttore generale Operations Andrea Casaluci e i dirigenti qualificati dal Consiglio come 'dirigenti con responsabilità strategica'. 

Intanto, l'esercizio 2020 si è chiuso con un utile netto di 42,7 milioni di euro (457,7 milioni di euro al 31 dicembre 2019). I ricavi si sono attestati a 4,32 mld rispetto ai 5,3mld del 2019. Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti convocata per il 15 giugno 2021 la distribuzione di un dividendo, anche mediante prelievo di parte degli utili accantonati in precedenti esercizi, di 0,08 euro per azione per un totale complessivo di 80 milioni. La Borsa non premia oggi però il titolo che chiude con un calo del 3,55% a 5 euro.

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