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Reazione a V del mercato azionario ingannevole perché ripresa non è completa (Neuberger Berman)

Knutzen, anche quando si tornerà a equilibrio i livelli non saranno quelli di gennaio 2020

Gli ultimi dati economici ci hanno sorpreso al rialzo, ma questa serie di buone notizie non deve ingannarci: ci aspetta ancora un futuro lungo e irto di ostacoli. Lo evidenzia Erik Knutzen, Chief Investment Officer Multi-Asset Class di Neuberger Berman, che conferma come la ripresa sarà a U, nonostante vi siano molti dati che aprirebbero la strada a un maggiore ottimismo. Ma una reazione a V del mercato azionario è ingannevole perché non è sostenuta da alcuna ripresa in altri settori e regioni economicamente più sensibili, né dai rendimenti dei Treasury. "Tutto ciò rispecchia l’enorme contrazione subita dall’economia mondiale dallo scoppio della pandemia di coronavirus, per non parlare del fatto che tutti i rischi in grado di determinare una curva a L sono ancora presenti. 

Resta il fatto che a maggio, fa notare Knutzen, "contro ogni aspettativa, invece di perdere 8 milioni di posti di lavoro nei settori non agricoli, gli Stati Uniti ne hanno creati 2,5. Nello stesso mese, le vendite al dettaglio sono aumentate del 18%, cioè il doppio di quanto previsto, stabilendo un nuovo record. Sempre in America, le vendite di case nuove nel mese di maggio ha battuto le attese, come l’indice di fiducia delle imprese edili misurato dal Nahb Housing Market Index. La settimana scorsa, una valanga di indici Pmi ha evidenziato come l’attività stia riprendendo più rapidamente del previsto, a livello mondiale e sia nel segmento manifatturiero come in quello dei servizi". Ora, se la "crescita evidenziata da alcune di queste cifre è indubbiamente sensazionale", è altrettanto "importante non dimenticare che la base di partenza era estremamente bassa". Né, del resto, bisgona "confondere una forte ripresa con una ripresa completa: due milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti rappresenta una notizia fenomenale, ma per tornare ai livelli occupazionali di quattro mesi fa questa cifra deve essere moltiplicata per dieci. Gli indici PMI hanno registrato un’inversione, ma la maggior parte indica ancora che l’attività sta frenando, non accelerando (persino i nuovi ordini). La fiducia del mercato immobiliare è ritornata solo ai livelli di fine 2018" fa notare l'economista.

Una volta ristabilito l’equilibrio, però, "molto difficilmente si sarà tornati agli stessi livelli del gennaio 2020. Le condizioni pre-crisi di bassa crescita, bassi tassi di interesse, bassa produttività ed elevato indebitamento saranno quasi sicuramente aggravate da un aumento ulteriore dell’indebitamento, da un nuovo calo dei tassi, da un aumento delle imposte, da un irrigidimento della regolamentazione, da un ulteriore calo della fiducia dei consumatori, da una proroga delle misure di distanziamento sociale e di limitazione degli spostamenti e, forse, da un baratro all’altro capo delle misure di stimolo fiscale".

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