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Salva la Corneliani di Mantova, Invitalia e Investcorp gli azionisti. Per Giorgetti stabilito un "metodo"

Cda insediato, dal 1 dicembre 383 lavoratori passano alla nuova società

Completato il salvataggio della mantovana Corneliani, uno dei marchi più significativi di abbigliamento maschile. Trasferito alla newco, formata per il 51% dall'inglese Investcorp e per il 49% da Invitalia, il ramo d'azienda che garantirà il futuro della maison. Il nuovo progetto industriale è stato reso possibile attraverso il ricorso al Fondo di salvaguardia, gestito da Invitalia per conto del Mise, che ha partecipato ad un aumento di capitale con 6,5 milioni di euro ed è stato realizzato insieme a Investcorp per un ammontare complessivo di 17 milioni di euro. per il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, viene messo a sistema un vero e proprio 'metodo' che potrà servire anche per la gestione di crisi aziendali presenti e future. 

"È un giorno importante per la nuova Corneliani che grazie al coraggio di un investitore privato e ai soldi pubblici vede concretizzata la strada di un reale rilancio per un marchio italiano storico e conosciuto in tutto il mondo per la sua eccellenza". "Abbiamo lavorato per questo risultato fin dai primi giorni in cui sono entrato al Mise e questo passaggio formale lo accogliamo con grande soddisfazione. Mi auguro che sia un segnale positivo anche per altre realtà che possono vedere in quello che ormai è conosciuto come ‘metodo Corneliani’ la possibilità di un futuro per tanti lavoratori e per aziende di eccellenza che non devono chiudere o trasferirsi. A questo punto spero davvero di poter andare a Mantova al più presto per una visita allo stabilimento e ancor prima a tutte le persone che con noi si sono impegnate per questo bellissimo risultato” ha commentato il ministro. La soluzione della crisi di Corneliani era stata raggiunta nelle settimane successive l’insediamento del ministro Giorgetti, che nel corso dei tavoli convocati al ministero ha mediato tra le parti per individuare una soluzione in grado di attivare l’investimento privato con il supporto, in quota di minoranza, dello Stato.  
Il primo risultato di quell’accordo sottoscritto il 7 aprile 2021 era stato il riavvio della produzione della collezione autunno-inverno, attraverso cui è stata garantita la ripresa delle attività nel sito mantovano. 

Da domani dunque 383 lavoratori passeranno nella nuova società. La vertenza della crisi aziendale iniziò più di due anni fa, il 6 novembre 2019. Con il passaggio nella nuova società si concretizza l’accordo sindacale sottoscritto al Mise il 7 aprile 2021 senza produrre alcun licenziamento ma gestendo la ristrutturazione solo su scivoli pensionistici e esodi volontari incentivati.

"Sostegno, accompagnamento verso lo sviluppo e un vero rilancio con ‘lo Stato’ in cabina di regia e a garanzia del nuovo percorso: un altro film rispetto a quanto visto ora. La lotta fatta con forza e intelligenza dalle operaie e dagli impiegati della Corneliani oggi acquista ancora più valore: non solo fino all’ultimo non ha lasciato indietro nessuno ma grazie a loro si è aperta una nuova pista per un diverso protagonismo dello Stato nelle prossime crisi aziendali. Speriamo che possano essere tante le ‘Corneliani’ salvate con un intervento nella governance e nel capitale dello Stato attraverso Invitalia” affermano Sonia Paoloni e Michele Orezzi rispettivamente segretaria nazionale della Filctem Cgil, e segretario generale della Filctem Cgil di Mantova

Il nuovo Cda è già stato insediato: oltre all’ad Giorgio Brandazza, confermato, due i consiglieri di amministrazione sono stati nominati dal Fondo Investcorp e due da Invitalia: la Gabriella Forte e Silvio Salini eletto presidente del board. “Con l’agenzia statale per lo sviluppo nel cda aziendale si deve guardare con altro spirito al futuro: serve un nuovo piano industriale di investimenti per far salpare la nuova Corneliani verso un rapido sviluppo e una nuova primavera societaria. Questo è quello che si aspettano i lavoratori che, prima hanno salvato e poi hanno scelto di rimanere scommettendo sul rilancio e il futuro della loro azienda” concludono i due sindacalisti.

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